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BENVENUTI

CHE COS'E' L'ORGONOMIA

BIOGRAFIA DI WILHELM REICH

BIOFISICA ORGONICA

ORGONOTERAPIA

La corazza

Genesi della corazza

Evoluzione della terapia

Sogni

Applicazioni dell'orgonoterapia

CONCLUSIONI
TECNICA TERAPEUTICA
Respirazione

Analisi del carattere

Lavoro biofisico sui muscoli


LE BIOPATIE
TIPI CARATTERIALI
STRUTTURA DELLA CORAZZA
Segmenti
Oculare

Orale

Cervicale

Toracico

Diaframmatico

Addominale

Pelvico


Strati
Facciata

Strato intermedio

Nucle


IL MONDO CORAZZATO
ARTICOLI DI CASI CLINICI, TRATTI DAL JOURNAL OF ORGONOMY
CONTATTI

La corazza

Entriamo, ora, più in dettaglio nell'approccio terapeutico su cui si fonda l'orgonoterapia. Per comprendere l'ottica orgonomica è necessario soffermarci su alcuni aspetti fondamentali riguardanti il funzionamento di un organismo portatore di corazza, che abbiamo visto essere l'ancoraggio bio-psicologico della repressione emozionale. Da questa base emerge la struttura individuale psichica (carattere) e fisica (corazza muscolare).
Il compito essenziale svolto dalla corazza è quello di garantire un equilibrio psichico ed emozionale (anche se patologico), inoltre ha la funzione di evitare l'ansia e di assorbire elementi rimossi o sfuggiti alla rimozione.

Genesi della Corazza

Come e perchè si forma la corazza? Come può un bambino pieno di vita ed aperto verso il mondo trasformarsi in un adulto rigido, ansioso, vuoto, piatto, nevrotico, rassegnato ed incapace di trarre il minimo piacere genuino dalla vita?
La risposta è molto semplice.
Tutti noi proviamo disagio quando entriamo in contatto con persone indurite, chiuse, moraleggianti che ci impediscono di soddisfare i nostri bisogni naturali.
Per un bambino è molto più penoso e doloroso che per un adulto trovarsi in situazioni di questo tipo. Ad esempio se lo sguardo della madre è assente, ostile, indifferente o perennemente ansioso, lui non può fare altro che cercare di proteggersi dal senso di angoscia e di solitudine che è in grado di avvertire in modo così pieno e totale. E lo farà inibendo la sua spontaneità, dimostrando scarso interesse per il mondo che lo circonda, inibendo la rabbia che insorge come naturale reazione alla frustrazione, cercherà di diminuire il più possibile l'intensità delle proprie sensazioni, del proprio dolore, oppure manifesterà un comportamento esageratamente attivo, aggressivo, "disubbidiente" - " questo bambino mi fa disperare, non sta fermo un solo istante !"
Avremo, così, tutta una serie di atteggiamenti muscolari cronici che andranno a formare il nucleo della corazza - contrazione del torace e del diaframma, del collo, delle spalle, della zona anale e di quella pelvica.
Provando a contrarre uno qualsiasi di questi gruppi muscolari ci si può facilmente rendere conto di che cosa si sta parlando.
Gli occhi appariranno velati, assenti, perennemente tristi, o ansiosi, o alteri e sprezzanti. Oppure il bambino non "vedrà" gli oggetti e andrà spesso a sbattervi contro. Con gli occhi si guarda il mondo e si entra in relazione con esso. Ma se il mondo che accoglie il bambino è troppo brutto ed angosciante per lui, che cos'altro può fare se non cercare di guardarlo e vederlo il meno possibile?
Reich è stato in grado di stabilire che la contrazione muscolare cronica ed involontaria ha la sua contropartita in un atteggiamento caratteriale. Sono le classiche due facce della stessa medaglia. Una non può esistere senza l'altra.
Gli studi bioelettrici condotti in Norvegia hanno, inoltre, evidenziato un aspetto estremamente importante del funzionamento bio-energetico dell'organismo. Se dopo avere indotto uno stimolo spiacevole al soggetto, ne veniva fatto provare uno piacevole, a cui in precedenza aveva risposto con un aumento della carica elettrica di superficie, l'oscillografo registrava un'ulteriore diminuzione della carica. Occorreva circa un'ora per ottenere la risposta legata al piacere. Si instaurava un periodo refrattario anche come conseguenza della somministrazione di stimoli sgradevoli di scarsa entità. Una risposta analoga può essere ottenuta anche in protozoi. Questi, dopo essere stati stimolati da leggere correnti elettriche, tendono ad assumere una forma sferica, ed occorre che trascorra molto tempo prima che riescano ad emettere, in un modo che noi saremmo portati a descrivere come "cauto", i loro pseudopodi. In poche parole, l'organismo, la sua bioenergia, presenta una spiccata tendenza alla contrazione, anche di fronte a stimoli negativi minori o di bassa intensità, ed una volta instaurato uno stato di contrazione questo tende a perdurare a lungo, dopo che lo stimolo che ha indotto la contrazione è cessato. In base a questo dati, non risulta difficile comprendere quanto sia difficile, per non dire impossibile, per un bambino, crescere senza doversi corazzare (contrarre), o quanto sia difficile per un organismo corazzato riprendere a funzionare in modo naturale. La corazza tende ad automantenersi.


Evoluzione storico-scientifica della terapia

Il percorso evolutivo della tecnica terapeutica di Reich e dei suoi aspetti epistemologici vede alcune tappe ben precise e databili nel tempo.
Dopo un primo periodo di stretta adesione alle tecniche ed ai principi della Psicoanalisi (anni venti), Reich sviluppò la tecnica dell'Analisi del Carattere, in cui l'analisi delle resistenze caratteriali divenne lo strumento principale di intervento terapeutico.
Si scoprì che tutto il carattere del paziente era patologico e non solo i suoi sintomi, quindi anche aspetti ritenuti "normali" dal paziente, in realtà, nascondevano dei conflitti.
Ad esempio tratti quali: una gentilezza estrema, una costante arroganza, una permanente assenza di reazioni emotive, per quanto percepiti come parte integrante di sé si dimostravano, una volta analizzati, delle difese erette contro l'insorgere di impulsi rimossi, erano da considerarsi patologici tanto quanto i sintomi che inducevano i pazienti a cercare l'aiuto dell'analista.
La sostanziale differenza è che mentre i sintomi vengono percepiti come disturbanti, i tratti caratteriali patologici sono considerati come parte integrante di sé e quindi vengono sempre strenuamente difesi.
Nel 1935 la scoperta del riflesso orgastico spostò l'accento dalla sfera psicologica a quella somatica.
Reich coniò il termine di Vegetoterapia carattero-analitica per indicare che la tecnica terapeutica era in grado di influenzare la patologia caratteriale fino alle sua fondamenta biologiche.
La terapia era in grado di produrre profonde modificazioni della struttura caratteriale dei pazienti e di indurre intense reazioni fisiche, ma solo in seguito alla scoperta dell'energia orgonica (1939) fu possibile unificare i processi terapeutici che avvenivano nei due domini, quello psichico e quello fisico.



L'energia orgonica funziona nell'organismo come specifica energia biologica e si esprime sia nella sfera psico-emozionale che in quella fisica.
Reich definì Orgonoterapia quella tecnica terapeutica che consente di liberare l'energia biologica dai suoi blocchi psichici e somatici e, come conseguenza inevitabile, di riportare l'organismo ad un funzionamento più sano e naturale.

I Sogni

I sogni riportati dal paziente forniscono l'indicazione della direzione che la terapia sta percorrendo. Fino a quando non si è raggiunto il segmento pelvico la loro interpretazione viene fornita a livello dell'Io, riservando l'interpretazione del loro significato libidico alla fase finale della terapia, quando l'ansia genitale e l'ansia orgastica, insieme alle loro rappresentazioni edipiche dominano la scena. Un copiosa produzione onirica, di solito, significa che la corazza del segmento oculare comincia a cedere.

Applicazioni dell'orgonoterapia

La profonda comprensione dell'aspetto energetico oltre che di quello strutturale, tipiche del pensiero reichiano, consentono al terapeuta di poter intervenire sia in casi acuti che in casi cronici.
Il profondo squilibrio energetico prodotto dalla corazza, la mancata regolazione naturale della bioenergia indotta dalla cronica impotenza orgastica, non possono che portare, quando le difese non sono più in grado di mantenere la situazione in stallo, alla manifestazione di sintomi sia nella sfera psichica, sia in quella somatica.
Tenendo presente questa matrice energetica è possibile, per l'orgonoterapeuta, intervenire con successo in casi di: attacchi di panico, oggi così diffusi o di altre manifestazioni di scompenso acuto quali scompensi psicotici acuti, deliri acuti, come anche in casi di asma, colon irritabile, cefalea, disturbi funzionali in genere. Non è raro che il paziente riferisca un miglioramento dopo poche sedute. Il consentire, in seduta, una adeguata scarica energetica grazie a procedimenti tecnici ormai sperimentati da decenni, è lo strumento attraverso cui si ottengono questi risultati.
Risolto il quadro acuto, si procede al trattamento di ristrutturazione sulla corazza, anche in caso di seri disturbi psichiatrici (schizofrenia, psicosi maniaco-depressive, disturbi della personalità, psico-nevrosi ossessiva, fobica, isterica, quadri depressivi, disturbi del comportamento alimentare).
I bambini beneficiano in modo rapido e duraturo dall'intervento orgonoterapeutico, la loro corazza non si è ancora consolidata, la loro facciata non è completa come negli adulti e sono, perciò, molto più liberi di esprimere in modo diretto e genuino quello che provano. Mentre con gli adulti è necessario un lungo lavoro per poter instaurare un contatto genuino, con i bambini questo non è necessario e, poiché il contatto è l'elemento principale del successo terapeutico, non c'è da stupirsi se con loro si procede in modo veloce e fruttuoso.
L'Orgonoterapia, grazie alla sua visione funzionale, cioè non meccanicistica né mistica, ed alla profonda comprensione delle esigenze bioenergetiche della persona, consente quel processo di ristrutturazione generale dell'intero organismo che rappresenta la migliore garanzia per un corretto, naturale e duraturo equilibrio della persona.