Simbolo Simbolo
Homepage    Bibliografia    Glossario    Autore    Link   



BENVENUTI

CHE COS'E' L'ORGONOMIA

BIOGRAFIA DI WILHELM REICH

BIOFISICA ORGONICA

ORGONOTERAPIA

La corazza

Genesi della corazza

Evoluzione della terapia

Sogni

Applicazioni dell'orgonoterapia

CONCLUSIONI
TECNICA TERAPEUTICA
Respirazione

Analisi del carattere

Lavoro biofisico sui muscoli


LE BIOPATIE
TIPI CARATTERIALI
STRUTTURA DELLA CORAZZA
Segmenti
Oculare

Orale

Cervicale

Toracico

Diaframmatico

Addominale

Pelvico


Strati
Facciata

Strato intermedio

Nucleo


IL MONDO CORAZZATO
ARTICOLI DI CASI CLINICI, TRATTI DAL JOURNAL OF ORGONOMY
CONTATTI

Biofisica orgonica

1. L'elettroscopio

2. Proprietà dell'Orgono-accumulatore ( Orac)

3. Altri utilizzi dell'energia orgonica in orgonoterapia medica

4. L'orgonoscopio

5. Il contatore Geiger-Mueller

6. Il misuratore di campo orgonico

7. Dimostrazione della pulsazione dell'energia orgonica nel regno inanimato

8. Visualizzazione dell'orgone atmosferico

9. L'impressione di lastre fotografiche ottenuta da colture di bioni SAPA

1.L'ELETTROSCOPIO

Nuove osservazioni possono essere comprese nei termini delle vecchie teorie. Solo quando questo è del tutto impossibile, solo quando un nuovo concetto convoglia più numerosi fatti in una unità semplice e lo fa in modo migliore delle vecchia teoria, solo allora ha il diritto di rimpiazzare la vecchia teoria.


Principi classici di elettrostatica


Deflessione della fogliolina

La teoria dei due fluidi elettrici spiega la deflessione delle foglie dell'elettroscopio che si verifica quando una sbarra di materiale isolante caricata negativamente (cioè con elettroni) viene avvicinata all'asta metallica dell'elettroscopio, come conseguenza dell'attrazione esercitata dall'elettricità negativa della sbarra sull'elettricità positiva dell'elettroscopio, mentre gli elettroni ( dell'elettroscopio) vengono respinti verso la fogliolina ( solitamente d'oro o di alluminio) che, quindi, essendo ora della stessa carica si respingono. Se la sbarra viene allontanata, senza aver toccato il metallo dell'elettroscopio, al suo interno si ripristina immediatamente la neutralità elettrica e le foglioline perdono la loro deflessione. Se la sbarra tocca la parte metallica dell'elettroscopio, elettroni passano a quest'ultimo, mantenendo, così, la deflessione.


Scarica spontanea dell'elettroscopio

L'aria ionizzata equalizza il potenziale elettrico più rapidamente dell'aria poco o nulla ionizzata. La velocità di scarica dell'elettroscopio è un'indicazione dell'intensità della ionizzazione presente – più intenso lo stato di ionizzazione più rapida è la scarica.

Un ambiente in cui sia presente una concentrazione elevata di energia atmosferica ( elettrica) contiene un numero più elevato di ioni e, pertanto, la scarica dell'elettroscopio dovrebbe essere più rapida ( e viceversa in un ambiente a minor carica ionica).

Anni di esperimenti condotti da Reich sul comportamento dell'elettroscopio dimostrano il contrario.

Fenomeno della deflessione delle foglioline dell'elettroscopio interpretato classicamente, grazie all'esistenza di due fluidi elettrici.

- una bacchetta di plastica (o di gomma) strofinata contro un panno induce una deflessone delle foglioline dell'elettroscopio
- se la bacchetta viene di nuovo strofinata la deflessione aumenta.
- una bacchetta di vetro strofinata contro un panno riduce la deflessione.
L'assunto è: ciò che induce la carica elettrostatica è lo strofinio, che nel caso della gomma sottrae elettroni al panno, caricando, quindi, la bacchetta negativamente, mentre nel caso del vetro, elettroni sono ceduti al panno, inducendo una carica elettrica positiva alla bacchetta. Da qui l'opposto comportamento indotto sulle foglioline dell'elettroscopio.

Esperimento condotto da Reich:

- le due bacchette vengono strofinate contro i capelli invece che contro un panno (per la fisica classica questo non conta, nell'induzione della carica elettrostatica ciò che importa è lo sfregamento e quindi non dovrebbe fare nessuna differenza se le bacchette vengono strofinate contro un panno oppure contro i capelli)

Le due bacchette caricate da Reich inducono LO STESSO comportamento nelle foglioline dell'elettroscopio; la deflessione causata dalla bacchetta di gomma viene AUMENTATA, anziché diminuita da quella di vetro.
Reich ritenne senza senso sostenere che la bacchetta di vetro si carichi come una bacchetta di gomma se strofinata contro i capelli e come una bacchetta di vetro se strofinata contro un panno, considerando più plausibile, invece, che il processo che avviene fra il vetro ed i capelli sia diverso da quello che i verifica fra il vetro ed il panno.
Infatti, se si passa leggermente la bacchetta di vetro contro i capelli si ottiene una deflessione di parecchi gradi della fogliolina dell'elettroscopio, mentre se si fa passare, leggermente, la stessa bacchetta sul panno, che è molto più ruvido dei capelli, si ottiene una deflessione minima o nulla.
La conclusione è che i capelli non solo eccitano la bacchetta di vetro molto più facilmente del panno, ma che la caricano di un'energia differente, la stessa della bacchetta di gomma.
I fenomeni sopra riportati non possono essere spiegati con l'elettricità classica.
Secondo Reich, il passare gentilmente la bacchetta tra i capelli consente di verificare fenomeni che non comparirebbero se lo sfregamento fosse più intenso.
I capelli, in quanto sostanza viva, irradiano energia orgonica, mentre il panno no, ma, poiché OR è presente ovunque, anche se in concentrazioni diverse, è possibile attingere energia anche in questo caso.


Conduttori ed isolanti:

un buon conduttore di elettricità differisce da un isolante dal fatto che le unità elettriche, gli elettroni, sono mobili. Mentre sono immobili nell'isolante.
Un elettroscopio può essere caricato o scaricato attraverso un isolante. Questo non è spiegabile dalla concezione classica dell'elettricità.
Un voltometro connesso all'elettroscopio caricato con la bacchetta di plastica e le cui foglioline siano deflesse NON segnala alcuna carica elettrica.

2. PROPRIETA' DELL'ORGONO-ACCUMULATORE (ORAC)

a- Differenza termica fra Orac e controllo ( To-T)

L'energia cinetica dei quanti di orgone, quando vengono frenati nella loro corsa dalle pareti dell'accumulatore, si trasforma in calore. Se si misura, con termometri di precisione al decimo di grado, la temperatura immediatamete al di sopra dell'Orac, si riscontra una variazione positiva rispetto all'interno dell'Orac ed ancora più marcata in un box di controllo delle stesse dimensioni e nell'aria circostante. Le differenze termiche variano da pochi decimi di grado ad alcuni gradi quando vengono misurate in un ambiente chiuso e di molti gradi se le misurazioni vengono effettuate all'aperto, in giornate soleggiate, durante le ore centrali della giornata e con umidità relativa inferiori al 50%. Questo fenomeno contraddice il secondo principio della termodinamica. Le misurazioni si azzerano o diventano negative prima di temporali, durante la pioggia e nelle ore notturne, in quanto, in questi casi la concentrazione di energia orgonica è ridotta.

b- Influenza dell'Orac sulla scarica spontanea dell'elettroscopio

Un elettroscopio, caricato di energia orgonica per mezzo di un bastoncino di plastica passato fra i capelli, presenta un tempo di deflessione della fogliolina più lenta all'interno di un Orac (quindi in un ambiente a più alta concentrazione di energia orgonica), e più rapida in un ambiente a più bassa concentrazione orgonica (l'ambiente circostante l'Orac).
Questo comportamento contraddice la teoria della ionizzazione che prevede o un risultato opposto, oppure nessuna differenza nella velocità di scarica nei due Orac (quello dentro l'accumulatore ed il controllo, posto al di fuori di questo).
Più numerosi sono gli strati che costituiscono l'Orac, più lenta è la sua scarica.
Il rapporto fra la velocità di scarica all'interno dell'accumulatore e nell'aria libera, fornisce la misura del “potenziale” energetico dei due ambienti.. Questo potenziale si riduce durante il cattivo tempo e si ripristina in giornate secche e limpide.
Un accumulatore a molti strati potrà mostrare una differenza della tensione orgono-energetica anche durante giornate temporalesche, mentre un Orac ad un solo strato potrà perdere completamente il suo potenziale orgonomico.

c- Inibizione dell'evaporazione all'interno dell'Orac

L'evaporazione all'interno di un Orac è minore di quella che si verifica per la stessa quantità d'acqua posta in un controllo. Il fenomeno è molto evidente in giornate soleggiate, quando la concentrazione dell'energia orgonica sulla superficie terrestre è più elevata, mentre tende a ridursi, fino a scomparire, in giornate piovose. La temperatura ambientale non pare esercitare alcuna influenza su questo processo.
Si può tentare di spiegare in due modi l'inibizione dell'evaporazione:

  1. in virtù della mutua affinità fra orgone ed acqua, si può ipotizzare che l'Orac contenente un'alta concentrazione d'orgone, attiri umidità dall'ambiente, aumentando, così, l'umidità relativa all'interno del proprio spazio ed inibendo, quindi, meccanicamente l'evaporazione dell'acqua in esso contenuta.

  2. la seconda ipotesi considera la possibilità che l'acqua presente all'interno dell'Orac si carichi energeticamente, con il risultato di vedere aumentata la propria coesione. Verrebbe, in questo modo, ridotta la sua tendenza all'evaporazione.

  3. un'ipotesi non esclude l'altra. Tutt'e due potrebbero concorrere al verificarsi del fenomeno.



d- Effetti biologici dell'Orac

L'interazione fra il l'organismo ed il campo energetico delle pareti interne dell'Orac consentono al primo, per la legge del potenziale orgonomico, di assorbire una certa carica di orgone. L'aumento di carica induce un'espansione generale dell'organismo ed uno stato vagotonico (la corazza, all'opposto, causa una contrazione cronica, cioè uno stato simpaticotonico). I risultati positivi ottenuti grazie all'uso regolare dell'accumulatore sono, quindi, dovuti all'aumentata carica energetica dell'intero organismo. Solamente quando quest'ultimo sarà sufficientemente carico potrà curare patologie locali.
La permanenza all'interno dell'Orac varia in funzione dello stato energetico della persona. Un individuo più carico necessiterà di una permanenza minore ed avvertirà le tipiche sensazioni di pizzicore e calore, d'espansione e di benessere, molto più in fretta di chi è energeticamente scarico, malato, depresso. In questi ultimi casi, a volte, saranno necessari molti giorni, talvolta settimane, prima di poter avvertire qualcosa.

e- Relazioni fra funzionamento dell'Orac e condizioni atmosferiche

Come più volte accennato nei paragrafi precedenti, il funzionamento dell'accumulatore è determinato dalle condizioni atmosferiche.
Condizioni di bel tempo, con bassa umidità relativa (inferiore al 50%) ed alta pressione barometrica, testimoniano uno stato di espansione atmosferica e d'alta tensione orgonica al suolo. In simili condizioni gli accumulatori mostrano una differenza termica positiva, gli elettroscopi scaricano più lentamente, l'evaporazione dell'acqua è minore.
Durante giornate piovose, fredde, umide, prevale la contrazione dell'orgone atmosferico, la cui concentrazione al suolo à diminuita e tutte le reazioni studiate ne subiscono l'effetto.
Ai tempi di Reich le condizioni di inquinamento energetico, seppur presenti, erano di gran lunga minori di quelle attuali. L'uso dell'accumulatore in zone molto industrializzate e pesantemente inquinate, in cui è presente un'alta concentrazione di Dor e di Oranur, richiede maggior accortezza e cautela anche se, adottando opportune misure, è ancora possibile trarre beneficio dalle sue applicazioni.

3. ALTRI UTILIZZI DELL'ENERGIA ORGONICA IN ORGONOTERAPIA MEDICA

a- Dor-buster

Dopo aver sperimentato gli effetti positivi ottenuti con il cloub-buster sul Dor atmosferico, Reich costruì questo strumento che altro non è se non un cloud-buster in miniatura e ne sfrutta gli stessi principi: i metalli attirano l'orgone e subito dopo lo respingono, inoltre, attraverso il collegamento dei tubi con acqua, si utilizza la mutua affinità fra quest'ultima e l'orgone. In questo modo è possibile assorbire il Dor accumulato e ristagnante nell'organismo, sia a causa della corazza, sia in seguito ad una prolungata esposizione ad un ambiente carico di Dor. I soggetti sensibili avvertono una sensazione di fresca corrente o di lieve formicolio nella zone direttamente sotto l'influenza dei tubi, che vengono tenuti a pochi centimetri dal corpo. L'acqua un cui drenano i tubi, dopo pochi minuti, assume una consistenza lievemente oleosa. Come in tutte le applicazioni riguardanti l'energia orgonica non c'è una durata “ideale” delle singole applicazioni, è l'organismo stesso che segnala quando è il momento di smettere, sempre che la persona sia sufficientemente in contatto con se stessa. Allo scopo di aumentare l'efficacia del Dor-buster Reich collegava l'apparecchio ad un accumulatore di piccole dimensioni da cui partiva il tubo di collegamento con l'acqua.

b- Coperta orgonica
E' un metodo facile e semplice per concentrare energia orgonica senza dover ricorrere ad un accumulatore tradizionale, ottenendo gli stessi benefici risultati. Si tratta di alternare strati di stoffa quali lana e feltro acrilico con strati di lana d'acciaio. Tre strati di stoffa e due di lana d'acciaio costituiscono un valido strumento, non inferiore per efficacia a coperte orgoniche costituite da più strati e quindi molto più pesanti e molto meno maneggevoli. Le dimensioni possono variare da quelle di una coperta vera e propria, utilizzabile in pazienti allettati, nel qual caso è consigliabile mettere una seconda coperta al di sotto della persona, o di dimensioni più piccole da avvolgere intorno a parti malate (ustioni, ferite, ecc.).

c- Shooter
Si ottiene utilizzando un imbuto metallico, sulla cui superficie esterna vengono applicati vari strati di plastica o stoffa alternati a strati di lana d'acciaio. Avremo, così, uno strumento in grado di concentrare energia orgonica, che può essere applicato localmente in caso di bruciature, tagli, ferite o, comunque, ove ci sia bisogno di irradiare una parte specifica del corpo. Spesso si connette l'imbuto, tramite un cavo, con un piccolo Orac per aumentarne la potenza. Molto utili sono queste applicazioni locali se avvengono mentre il paziente è seduto dentro un accumulatore. Infatti si otterranno i benefici dell'irradiamento totale insieme a quelli dell'applicazione locale.

d- Bioni argilla
Mescolando una certa quantità d'argilla verde con acqua fino ad ottenere una consistenza cremosa ed applicandola su parti del corpo, o su tutto il corpo, avremo il duplice vantaggio offerto dall'argilla di assorbire il Dor dell'organismo e riconsentire a quest'ultimo di assorbire orgone contenuto nei bioni dell'argilla che si sono dimostrati particolarmente benefici in senso biologico.

4. L'ORGONOSCOPIO

Semplice strumento costituito da tubi telescopici su cui è stato posto, ad un'estremità, un cilindro metallico, su cui viene applicato un disco di cellulosa ed una rete di filo metallico ricoprente le due facce del disco ed all'altra un oculare 5-10x per aumentare l'ingrandimento. Fra il cilindro ed il tubo telescopico viene inserita una lente biconvessa, obiettivo 10x, focalizzata sul disco. Un modello di questo strumento è visibile al museo Wilhelm Reich ad Orgonon, Rangley, Maine, U.S.A.

5. IL CONTATORE GEIGER-MUELLER

Nel 1947 Reich scoprì che un contatore Geiger-Mueller, qualora il tubo-contatore venga caricato di orgone con un Orac, è un grado di misurare la radiazione orgonica presente nell'ambiente. Questo fu anche il primo paso che portò WR alla scoperta della forza motrice dell'energia orgonica, che portò, nel 1948, alla successiva costruzione di un motore ad energia orgonica.

6.IL MISURATORE DI CAMPO ORGONICO

Reich sviluppò questo strumento in grado di reagire al campo energetico di persone ed oggetti usando una bobina Tesla collegata con speciali piastre metalliche costruite secondo i principi dell'accumulatore.

7. DIMOSTRAZIONE DELLA PULSAZIONE DELL'ENERGIA ORGONICA NEL REGNO INANIMATO

La pulsazione del campo orgono-energetico è facilmente verificabile nel seguente modo: una sfera metallica di circa 5-6 cm. di diametro viene posta sopra un supporto stabile, a circa mezzo cm. di distanza ed all'altezza dell'equatore di questa sfera se ne sistema, a pendolo e preferibilmente appesa ad un filo lungo 16 cm., un'altra molto più piccola ( circa 1 cm. di diametro), costituita da una sottilissima circonferenza di vetro riempita di una mistura di terra e sottilissima limatura di ferro. Si ripara il tutto dalle correnti d'aria mediante un involucro di cellulosa o di vetro.
In giornate di sole e con tasso di umidità inferiore al 70 per cento, la sfera più piccola mostra movimenti oscillatori spontanei a pendolo. Tali movimenti si riducono fino a scomparire del tutto quando le condizioni atmosferiche peggiorano o quando piove.
Questo semplice esperimento dimostra l'esistenza di un campo pulsante orgono-energetico intorno ad una sfera metallica, quindi anche nel regno inanimato.

8. VISUALIZZAZIONE DELL'ORGONE ATMOSFERICO.

Reich, usando un telescopio a 185 ingrandimenti collocato sulla riva di una lago ed osservando la sponda opposta, fu in grado di osservare, tra l'estate del 1944 e l'estate del 1945, un movimento pulsatorio-ondulatorio sempre in direzione Ovest-Est.
Il movimento era costante, del tutto indipendente da ogni tipo ed intensità di vento e s'invertiva poco prima di un temporale.
Il fenomeno osservato è il campo orgono energetico che avvolge la Terra. Può essere osservato in belle giornate guardando ad esempio la cresta delle montagne.
Osservando ad occhio nudo la superficie di un lago o le fronde di un bosco, è facile osservare come una specie di “pioggia”, in giornate luminose e mentre non sta piovendo. Sono quanti di energia orgonica.

9. L'IMPRESSIONE DI LASTRE FOTOGRAFICHE OTTENUTE DA COLTURE DI BIONI SAPA

All'inizio dei suoi studi sui bioni ottenuti da sabbia oceanica (bioni Sapa), WR, iniziando a sospettare di trovarsi di fronte ad una fonte di radiazione energetica, volle verificare se le colture erano in grado di impressionare delle lastre fotografiche, sia scoperte (al buio), sia in cassette, sia totalmente che parzialmente coperte da piombo. A questo scopo pose direttamente sulle lastre alcuni preparati bionici, inoltre nello stesso spazio, collocò alcune lastre di controllo, cioè non influenzate direttamente dai Sapa. Tutte le lastre, quindi anche i controlli, risultarono velate ed alcune, in corrispondenza delle fessure delle cassette, o dove il rivestimento di piombo era meno spesso, risultavano annerite.
La sensazione che la radiazione fosse “presente dovunque” indusse Reich a proseguire gli studi sperimentali in una direzione che lo portò, successivamente, all'effettiva scoperta dell'energia orgonica cosmica.