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CHE COS'E' L'ORGONOMIA

BIOGRAFIA DI WILHELM REICH

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IL MONDO CORAZZATO
ARTICOLI DI CASI CLINICI, TRATTI DAL JOURNAL OF ORGONOMY
CONTATTI

IL MONDO CORAZZATO

Reich sosteneva che per comprendere una qualunque funzione fosse necessario individuare il Principio Funzionale Comune da cui questa funzione emerge. Il PFC è più ampio e profondo delle sue variazioni. Queste, pertanto, non possono trascenderlo ed il loro sviluppo potenziale non è infinito, ma limitato e già stabilito dalla funzione d'origine. Non importa quanto le funzioni derivate da uno stesso PFC si possano evolvere, diventando sempre più complesse. La loro origine comune non varierà per questo. Un esempio può essere quello della Psichiatria biologica. Per quanto la ricerca in questo campo sia diventata sempre più raffinata, individuando, ad esempio, recettori sempre più selettivi, non riuscirà mai ad abbandonare l'approccio fisico-chimico, che a sua volta deriva dal modello meccanicistico della realtà. La natura energetica del funzionamento mentale rimarrà sempre escluso da questo approccio. Le emozioni saranno sempre considerate come il risultato d'interazioni fra sostanze chimiche, che avvengono in certe zone del cervello. La terapia consisterà, inevitabilmente e correttamente, per chi segue questo modello, nella somministrazione di sostanze chimiche. Se i risultati saranno insoddisfacenti, si cercherà di approfondire la ricerca, di scoprire nuovi particolari, di trovare nuove molecole, ma la visione generale meccanicista della mente umana non sarà mai messa in discussione.
"A" come PFC che determina e condiziona totalmente tutte le variazioni successive.
Reich è stato spesso accusato di avere sessualizzato tutto, ancora più di Freud. In realtà, in modo del tutto spontaneo e naturale, si accorse della enorme incongruenza riscontrata molto spesso fra la teoria della libido di Freud, in cui la causa delle nevrosi era attribuita a problemi della sessualità ed il fatto che molti pazienti, talvolta molto gravi, non presentavano, a loro dire, nessun problema sessuale. Questa posizione era avvallata anche da molti psicoanalisti.
Con la scoperta della funzione dell'orgasmo, che era in grado di spiegare questa apparente contraddizione, WR si era posto, involontariamente, al di fuori della visione della sessualità accettata da tutti. Era entrato nel dominio regolato non già dalla corazza, ma dal funzionamento naturale. Ogni relazione sociale appare logica all'interno del proprio contesto di riferimento, che di solito è considerato come il migliore o l'unico possibile.
Ad esempio la pratica dell'infibulazione, che a noi appare come una mostruosità, assume un significato del tutto diverso per le popolazioni che ancora la praticano. Per loro rappresenta la testimonianza dell'adesione ad una norma sociale. La famiglia della bambina incirconcisa si attira l'ostracismo sociale, la giovane stessa si sente diversa dalle altre ragazze. Questo esempio estremo chiarisce bene l'influenza della pressione sociale nel modellare la struttura psico-emozionale del singolo individuo ed è applicabile universalmente.
Come riesce l'influenza esterna, anche la più patologica, a modificare in modo stabile la struttura individuale? Reich ha fornito la risposta ed è stupefacente:
Quando un bambino, in un qualunque momento del suo sviluppo, incontra un costante e, per lui, minaccioso impedimento al suo funzionamento naturale, scinde la sua struttura in due antitesi. L'una continua a premere verso l'esterno per il suo soddisfacimento, mentre l'altra, assumendo i connotati della repressione esterna, la bloccherà, in modo più o meno completo. Si giunge, così, all'incredibile paradosso che la proibizione esterna viene interiorizzata e mantenuta viva e funzionante proprio da quell'istinto contro cui la proibizione è stata esercitata. E' esattamente da questo stesso istinto che la repressione trae la propria energia ed è mantenuta in vita. Se questo processo si mantiene per un adeguato periodo o è permanente, inevitabilmente si forma una corazza cronica, che è in grado di funzionare permanentemente, anche quando la proibizione esterna è cessata. L'Io della persona è, a questo punto, totalmente identificato con la repressione di se stesso.
E' come se la corrente di un fiume bloccasse il proprio stesso scorrimento, grazie alla propria stessa energia, cui fosse impedito il normale flusso.

BLOCCO EMOZIONALE
NUCLEO

Reich riteneva che l'uomo fosse l'unico essere vivente ad avere sviluppato una corazza cronica.
Rimangono ancora due interrogativi da chiarire:

1- Com'è possibile distinguere una società corazzata da una che non lo è?

2- Che cosa ha indotto l'uomo a corazzarsi?

1- Durante il periodo che Reich dedicò allo studio delle influenze sociale sulla sessualità, entrò in contatto con il lavoro di numerosi antropologi quali: Morgan, Engels, Bachofen, Malinowski, Roheim e lo stesso Freud. Il quadro che ne emerse indicava chiaramente che il passaggio dalla civiltà matriarcale a quella patriarcale rappresentava l'elemento di passaggio tra un'esistenza basata sull'autoregolazione ed una dominata dalla regolazione coatta indotta dalla corazza. Un evidente esempio di questo passaggio è stato descritto da Malinowski che, attraverso i suoi studi sugli abitanti delle isole Trobriand, fu in grado di individuare atteggiamenti tipici della società sessuo-repressiva, presenti negli individui che appartenevano alla classe dominante. In questo caso la motivazione alla repressione sessuale era dovuta a motivi di ordine economico (questi aspetti sono esposti in detaglio in: L'irruzione della morale sessuale coercitiva, pubblicata nel 1932). Ma l'aspetto veramente importante risiede nel fatto che queste persone presentavano molti tratti patologici tipici delle società patriarcali, mentre gli altri abitanti della comunità, dove vigeva ancora un approccio naturale all'esistenza, ne erano esenti.
Una società corazzata tratta i bambini, le donne e considera la sessualità in modo del tutto diverso da un'altra, non ancora soggiogata dalla corazza.
Qualora prevalga la tendenza corazzata nella società, ed ormai sul nostro pianeta non esistono più esempi di società matriarcali, i bambini ricevono minori manifestazioni fisiche d'affetto, sono dominati dalla famiglia, vige la segregazione fra i sessi, è presente meno indulgenza, i loro bisogni naturali vengono negati in funzione del loro “adattamento”. Le donne vedono ridotta, talora in modo totale, la loro libertà, sono considerate inferiori ai maschi, è presente il tabù della verginità, non è loro consentito scegliere il partner e/o il controllo della fertilità. In una società a forte connotazione patrista sono di solito presenti mutilazioni genitali, la sessualità è intrisa d'ansia, di sensi di colpa ed è ingabbiata da norme fortemente restrittive, i rapporti sessuali tra adolescenti sono proibiti o fortemente censurati. Una società di questo tipo sarà violenta, autoritaria, molto gerarchizzata, sadica, favorirà in ogni modo la monogamia coatta ed imporrà il potere in modo brutale.
Questi sono solamente alcuni esempi di come una società basata sulla negazione della vita naturale impone le sue regole. Le situazioni di interazione sociale sono infinite ed ogni cultura, su questo pianeta, ha trovato un modo proprio per consentire alla civiltà corazzata di continuare ad esistere.
Naturalmente esiste un gradiente di intensità di negazione della vita naturale, che può essere brutale e molto evidente, ma anche molto sfumata e più difficile da cogliere. Ciò che, comunque, accomuna tutti questi aspetti, il PFC, è la corazza, che oltre ad essere individuale è anche sociale. Ogni moto naturale e spontaneo viene tenuto in scacco dallo strato secondario della corazza, bloccato, negato, ucciso. Una simile struttura, sia a livello individuale sia sociale, non potrà che agire in modo brutale e distruttivo. Ogni impulso naturale, in presenza di corazza, si trasforma in un moto distruttivo e tanto più ampio, profondo e solido sarà lo strato secondario, tanto maggiore sarà l'impeto aggressivo necessario per poterlo forzare, qualora la repressione non sia riuscita a ridurre la vitalità dello stesso nucleo biologico.
Un'altra caratteristica, oltre alla brutalità patologica dello strato secondario, che è sempre presente negli individui di una società corazzata è l'evasione dall'essenziale. Con questo termine si vuole sottolineare la tendenza generalizzata ad evitare il pieno contatto con noi stessi e con la realtà che ci circonda, privilegiando tutte quelle forme di interazione sociale superficiali, vuote, formali, di “facciata”. L'uomo corazzato, comprensibilmente, fa di tutto per evitare il doloroso contatto con la propria prigione interiore. Inoltre il contatto superficiale consente, comunque, un'attività sociale non del tutto distruttiva, cosa che si verificherebbe, inevitabilmente, se allo strato secondario fosse consentito manifestarsi senza freni.
Queste considerazioni spiegano perché la scienza dell'Orgonomia sia praticamente sconosciuta ed il suo fondatore morto in carcere ed ora dimenticato.
La corretta applicazione delle scoperte di Reich, che può essere sintetizzata con il ritorno della specie umana al funzionamento naturale che le è proprio, porterebbe all'estinzione di questa civiltà corazzata.

2- La risposta definitiva a questa fondamentale domanda ancora non la possediamo. Abbiamo, però, numerosi elementi che ci consentono di formulare delle ipotesi molto verosimili.
Gli studi antropologici già citati indussero Reich, in un primo tempo, a considerare l'origine della corazza di natura socio-economica – la negazione della libertà sessuale ai figli del capo tribù, allo scopo di garantire a quest'ultimo dei vantaggi economici e sociali. Successivamente considerò questo comportamento non più come la causa ma come la conseguenza del corazzamento. L'ultima sua ipotesi, sviluppata nel corso degli ultimi anni della sua vita, vedeva nel processo di adattamento alla desertificazione la causa dello sviluppo della corazza. Popolazioni costrette a vivere in un ambiente che si faceva sempre più arido (in cui il Dor prendeva lentamente il sopravvento sulla vitale energia orgonica ambientale) ed a sopportare carestie sempre più prolungate e drammatiche, trasformarono la loro struttura adattandola alle condizioni ambientali.
La desertificazione aveva prodotto il deserto emozionale nell'uomo. La necessità di sopravvivere, molto probabilmente, costrinse intere popolazioni all'emigrazione, verso regioni più fertili, ma con sé portarono anche la loro attitudine verso la vita ormai corazzata, “infettando” altre società che ne erano ancora esenti. E' interessante, ma anche doloroso, notare che quando due culture, una corazzata e l'altra no, vengono in contatto, è sempre la prima a prendere il sopravvento. Ad esempio vicino alle isole Trobriand, cita Malinowski, esistevano altre isole, i cui abitanti, sottoposti da molto più tempo all'influsso dei colonizzatori europei, in particolare dei loro missionari, presentavano tutti i tratti psico-patologici tipici della civiltà corazzata (nevrosi, psicosi, perversioni, sociopatie).

Quando e dove è iniziato questo processo di corazzamento ?
Reich riteneva attendibile un periodo che risale a circa seimila anni fa, forse diecimila. All'incirca da quando l'uomo ha iniziato a scrivere la sua storia ed a dedicarsi all'agricoltura.
La regione che presenta la più significativa preponderanza di cultura patrista corrisponde a quella vasta area di desertificazione che comprende i deserti del nord Africa, del medio oriente e che si spinge fino all'Asia centrale.